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ATO Umbria 3
ATO Umbria 3

Bel successo per il seminario sul ‘Metodo tariffario transitorio’ del Servizio Idrico Integrato

Ha avuto svolgimento nella mattinata di ieri l’atteso Seminario sul ‘Metodo Tariffario Transitorio’ organizzato dall’Ati 3 Umbria presso la Sala Italo Fittaioli del Palazzo Comunale folignate.

 

“Il 2013 rappresenterà un momento di radicale cambiamento nel sistema di regolamentazione del Servizio Idrico Integrato – ha detto il dott. Fausto Galilei, direttore dell’Ati 3 – e quindi di forte impegno per gli Enti di Ambito. Con questa deliberazione l’AEEG ha infatti approvato il Metodo Tariffario Transitorio per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013 e ha attribuito agli Enti d’Ambito importanti funzioni in materia tariffaria, visto che dovremo provvedere alla verifica, integrazione, rettifica dei dati già inviati dai Gestori, alla predisposizione della nuova tariffa entro il 31/3/13, alla comunicazione all’AEEG del calcolo tariffario ed all’aggiornamento o redazione del piano economico finanziario del Piano d’Ambito sulla base della nuova metodologia tariffaria. Tutti questi adempimenti – ha proseguito Galilei – e lo stesso Nuovo metodo tariffario transitorio che ne è alla base presentano aspetti ancora da approfondire e chiarire per una corretta applicazione. Scopo del seminario è quello di continuare e trasferire il confronto tra gli operatori dal livello nazionale a quello locale per far emergere tutte le specificità delle relative problematiche. La materia presenta purtroppo dei punti critici – ha ammesso sempre Galilei – a partire dal livello delle competenze, però sappiamo che entro marzo dovremo fare la nostra proposta, ma non ci sentiamo di caricare sul cittadino altri costi, come invece sembra, e a tal proposito non escludiamo ricorsi da parte nostra”.

 

All’introduzione del Direttore ha fatto seguito l’intervento del dott. Andrea Sbandati, Direttore Confservizi Toscana, che ha proposto una sintesi generale del provvedimento.

“Il nuovo Metodo prevede un meccanismo di gradualità che consente di determinare le componenti tariffarie attraverso il confronto con quelle già presenti nello sviluppo tariffario approvato dai Piani di Ambito per il 2012 e 2013, e di far convergere gradualmente costi operativi e costi di capitale verso quelli più efficienti, considerando anche costi e ricavi degli altri servizi idrici. Il Metodo prevede inoltre una componente tariffaria (FNI) tesa a garantire l’equilibrio economico finanziario del gestore nel caso i valori tariffari risultassero distanti dai valori di Piano, a causa della riduzione del valore degli ammortamenti derivante dall’allungamento della vita utile dei beni. Si tratta di una voce destinata a finanziare esclusivamente i nuovi investimenti e il sostegno alle fasce deboli”.

 

Si sono succeduti poi gli interventi, che hanno penetrato l’argomento in discussione nell’aspetto più tecnico possibile, grazie agli approfondimenti della dott.ssa Giorgia Ronco e del dott. Raffaele Peruzzi, esperto nazionale in regolazione tariffaria del servizio idrico.

 

A seguire c’è stato un approfondito dibattuto con i numerosi presenti, soprattutto rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di consumatori.