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ATO Umbria 3
ATO Umbria 3

Intervista a Paolo Morbidoni, Sindaco di Giano dell’Umbria



1.   Quali sono al momento i problemi più importanti del Comune da Lei guidato?


I problemi nei Comuni sono tanti, ma c’è una questione prioritaria che pende sopra le nostre teste come una spada di Damocle, che è l’emergenza finanziaria. Molti Comuni e soprattutto i piccoli, grazie all’ultima manovra, rischiano di non poter chiudere i prossimi bilanci, a partire da quello 2011, a meno di toccare la carne viva dei servizi essenziali.


2.      Quali iniziative sono in corso e quali intendente predisporre per la soluzione di tali problemi?


Stiamo cercando di razionalizzare ogni forma di spesa e di aumentare le entrate, valorizzando il nostro patrimonio, ma la sproporzione tra il potenziale recupero e l’entità dei tagli diretti e indiretti é oggettivamente enorme. C’è una strategia evidente volta a colpire e delegittimare chi é più virtuoso. Lo dimostrano in maniera inequivocabile i tagli orizzontali, fatti senza tenere conto della quantità e qualità dei servizi offerti ai cittadini. E’chiaro che se io apro un centro handicap o un asilo nido, somministro prodotti biologici nelle mense scolastiche e raggiungo il 60% di raccolta differenziata (per fare esempi che riguardano il mio Comune) ho maggiori spese di un Comune che si limita a gestire servizi con standard molto più bassi. Di tutto questo – purtroppo – non si tiene conto nella manovra, che taglia tutto con l’accetta.


3.      Perché è importante che la gestione dell’acqua resti pubblica nell’ambito ATI 3?


Sulla questione dell’acqua pubblica si gioca una partita politica fondamentale. L’acqua é un bene comune, che appartiene a tutti, su cui la speculazione economica deve essere ridotta al minimo e il cui governo deve rimanere saldamente in mano ad un pubblico virtuoso. Gli esempi di gestione privatistica hanno dato pessimi risultati (e non solo in Italia, vedi il caso di Parigi), sia in termini di qualità del servizio, sia in termini di costi per i cittadini.


4.      Si vocifera di un ATO unico regionale: come vede il rischio che i cittadini del nostro territorio vadano a pagare molto di più per acqua e rifiuti, come accade a Perugia e Terni?


Non mi appassiona la discussione sui contenitori, mentre mi spaventa l’incertezza. Ci sono criticità che vanno affrontate con serietà, sopratttutto alla luce dell’attuazione del federalismo. Personalmente (e non da ora), nella gestione di partite complesse come quelle dei servizi pubblici locali, da anni sostengo una semplificazione che veda protagonisti unicamente Comuni e Province, ma temo di stare in minoranza su questa questione. Ovviamente mi auguro che non siano i cittadini a sostenere il prezzo di scelte organizzative. La politica deve vigilare su questo.


5.      Entro il 31 dicembre 2011 dovrà essere approvato il Piano d’Ambito ed espletata la gara per la gestione dei rifiuti dell’ATI 3. Quale gestione e/o socio privato si auspica?


L’unico mio auspicio è che non si ripeta un film già visto lo scorso anno. Grazie al Decreto 135/2009, che ha nuovamente rimescolato le carte in materia di servizi pubblici, si è bloccato il processo di bancabilità del nostro Piano d’Ambito, vanificando un lavoro di anni e ritardando investimenti essenziali. É assurdo che in settori strategici come questi si continui legiferare in maniera schizofrenica, facendo norme a servizio del governo di turno, considerata anche la volatilità dei Governi in Italia… 


6.      Ci sveli qual è una cosa del Suo Comune di cui è particolarmente orgoglioso.


Una l’ho accennata prima. Abbiamo una rete di servizi alla persona di prim’ordine, al di sopra degli standard per un piccolo Comune. Le scuole, il Centro Handicap, il Centro Sociale anziani e presto un nuovo Centro di Salute e un nuovo Asilo Nido.


7.      Ci sveli ora invece qual è una cosa, sempre del Suo Comune, di cui non va orgoglioso.


L’egoismo di certi comportamenti privati che ha una rilevanza pubblica perché blocca iniziative importanti per l’economia del territorio. Aree produttive che non partono o riqualificazioni importanti bloccate, malgrado la pubblica amministrazione abbia cercato in ogni modo di creare condizioni favorevoli per il loro avvio. 


8.      Cosa manca al Suo Comune?


Uno spazio adeguato per svolgere attivitá culturali. Un teatro/auditorium che possa diventare punto di riferimento per i ragazzi del nostro Comune e in grado di ospitare anche eventi di rilievo per il territorio.


9.      Che desiderio ha per il suo Comune?


Spero che la crisi passi velocemente e si possa recuperare uno stato di piena e buona occupazione. La cosa più difficile per un Sindaco é accogliere persone che ti chiedono aiuto per un lavoro senza avere grandi strumenti da mettere in campo per risolvere problemi primari come questo.


10.  Invii un messaggio ai Suoi cittadini.


Spesso si danno per scontate cose che scontate non sono. Bisogna guardare avanti, mettendo al primo posto il bene della Comunità e il sostegno a coloro che si impegnano, a vario titolo, nelle associazioni e nella società civile per far crescere questo spirito di solidarietà e di comunità. Molto spesso si tende a criticare da fuori e questo é sbagliato. La critica é positiva quando non é fine a se stessa. Per questo occorre rimboccarsi le maniche e non stare alla finestra perché tutto quello che si crea lo si crea anche per noi stessi.