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ATO Umbria 3
ATO Umbria 3

Intervista ad Egidio Spada, Sindaco di Poggiodomo

1.      Quali sono al momento i problemi più importanti del Comune da Lei guidato?


Li ho portati in commissione. E’ unico nella realtà umbra, soprattutto come posizione geofragica e ogni giorno scemano i servizi, i residenti iscritti sono 147 e calano ad 80 in inverno. Quindi i problemi sono questi e oltre a questo il problema finanziario, poche risorse solo con due tasse, e fare il bilancio è difficoltoso. Siamo stati costretti ad alzare la Tarsu del 45%, una cosa abnorma rispetto a quello che ne usano veramente i cittadini. Questo è un problema sociale, di sopravvivenza. Da noi incide particolamrnete la dislocazione geografica e l’esiguitrà dei cittadini. L’unico esercizio che c’è è un alimentari che chiuderà presto…


2.      Quali iniziative sono in corso e quali intendente predisporre per la soluzione di tali problemi?


Noi abbiamo partecipato alla Prima Commissione Istituzionale. Ci ha accolto in maniera educata e gentile, ha preso atto della nostra realtà, si è impegnata ad esaminare il problema. Noi vogliamo studiare insieme alla Regione una soluzione che ci permetta di avere ancora un ruolo come Poggiodomo e di poter trasmettere ai nostri giovani quello che ci hanno trasmesso a noi.


3.      Perché è importante che la gestione dell’acqua resti pubblica nell’ambito ATI 3?


Quando è stata costituita la Vus è stata costituita come pubblica e l’acqua deve restare assolutamente pubblica. Per noi è già un danno perché con l’acqua ci finanziavamo altre cose, anche se abbiamo un indennizzo che ci ha permesso perlomeno di fare il bilancio.


4.      Si vocifera di un ATO unico regionale: come vede il rischio che i cittadini del nostro territorio vadano a pagare molto di più per acqua e rifiuti, come accade a Perugia e Terni?


Io posso essere d’accordo su tutte le istituzuoni, solo che devono essere ben fatti gli equilibri di partecipazione. Due esempi: nella Vus contiamo lo 0.10%, nell’Ati lo 0,75%. Non pretendiamo di contare come comuni grandi come Foligno e Spoleto, ma occorre che a noi venga dato maggior potere perché se possono decidere due Comuni da soli che senso ha farne parte. Una contraddizione nella comunità montana. Noi abbiamo tre rappresentanti come Norcia e Cascia…


5.      Entro il 31 dicembre 2011 dovrà essere approvato il Piano d’Ambito ed espletata la gara per la gestione dei rifiuti dell’ATI 3. Quale gestione e/o socio privato si auspica?


Noi la facciamo da soli però anche qui prima o poi dovremo arrivare a conferirla alla Vus altrimenti non riusciamo più a sostenere i costi. Per ora abbiamo ancora un mezzo che ormai dobbiamo solo mantenere e dunque i costi sono ancora contenuti. Al conferimento non ci abbiamo pensato perché sarebbe da conferire anche l’organico e così ci riduciamo a zero. E’ come amministrare un condominio.


6.      Ci sveli qual è una cosa del Suo Comune di cui è particolarmente orgoglioso.


Siamo orgogliosi per i nostri 200 anni di nascita del Comune. Orgogliosi della nostra popolazione, montanara attiva che non chiede nulla. Mantenere il servizio scolastico per un solo bambino, i nostri uffici sono sempre aperti. Orgogliosi della nostra storia


7.      Ci sveli ora invece qual è una cosa, sempre del Suo Comune, di cui non va orgoglioso.


Nulla, sono orgoglioso di tutto, Mi spiace soltanto che il Comune stia scemando e questo sarebbe un gravissimo danno per il territorio. Dovremmo avere maggiori attenzioni anche noi da parte delle istituzioni maggiori, e invece si pensa quasi esclusivamente a quelli grandi.


8.      Cosa manca alla Sua città?


L’attenzione delle istituzioni per un piano di rilancio e di sviluppo. Potrebbe diventare un modello, noi abbiamo le risorse, anche come patrimonio ambientale con il Parco Coscerno-Astra che più di tutti aveva titolo ad essere parco. Occorrerrebe ripartitre da lì.


9.      Che desiderio ha per la Sua città?


Essere richiamato quanto prima dalla Regione per ripartire da dove siamo arrivati.


10.  Invii un messaggio ai Suoi cittadini.


Di non rassegnarsi perché noi ce la metteremo tutta per non far spegnere il Comune di Poggiodomo. Per non fare spegnere l’ultima bandiera rimasta, quella che sventola dal palazzo Comunale.