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ATO Umbria 3
ATO Umbria 3

Intervista a Paolo Pacifici, Sindaco di Campello sul Clitunno

 

1.      Quali sono al momento i problemi più importanti del Comune da Lei guidato?


Il Comune di Campello sul Clitunno ha un territorio molto esteso e variegato che si estende dalla vallata dove sorge il fiume Clitunno, alla cima del monte Serano ad oltre mille metri di altitudine sul livello del mare. Attraversando questo vasto e suggestivo territorio si incontrano molti piccoli nuclei abitati: le tante frazioni che compongono Campello sul Clitunno. A fonte di questo conformazione suggestiva e del territorio tanto ameno, si trova quotidianamente di fronte  al problema della sua gestione, della sua tutela, della valorizzazione e della manutenzione delle infrastrutture che efficacemente debbono servire tanti piccoli villaggi. La bassa densità demografica complica ancor di più le cose.


2.      Quali iniziative sono in corso e quali intendente predisporre per la soluzione di tali problemi?

 

L’Amministrazione comunale lavora quotidianamente con determinazione e dinamicità, in un periodo di crisi gravissima che sta mortificando pesantemente la capacità di azione e di incidenza dei comuni sul territorio.

La ricerca di fondi erogati dalla Regione Umbria e da altre Istituzioni, la costruzione di sinergie con altri soggetti istituzionali e privati, la volontà di associare alcuni servizi amministrativi tramite l’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, possono rappresentare alcuni modi per fronteggiare le criticità del territorio e l’emergenza economico-sociale che viviamo in questo periodo storico.



3.      Perché è importante che la gestione dell’acqua resti pubblica nell’ambito ATI 3?


In tutte le esperienze di privatizzazione della gestione del servizio idrico, il costo della bolletta è sempre aumentato.

Ma non è solo questo il punto cruciale di questo dibattito.

Il tema è quello dei beni comuni. L’acqua non viene prodotta in fabbrica e dunque non è un bene che può essere gestito in un regime di concorrenza. Il privato, per definizione, investe in attività remunerative. L’acqua deve essere garantita a tutti senza vincoli. Pensare ad una qualsiasi forma di privatizzazione, anche della gestione, è la pianificazione di un crimine contro l’umanità.

 

4.      Si vocifera di un ATO unico regionale: come vede il rischio che i cittadini del nostro territorio vadano a pagare molto di più per acqua e rifiuti, come accade a Perugia e Terni?


In questa domanda c’è la conferma implicita alle considerazioni che ho fatto nella precedente risposta.

I cittadini rischierebbero di pagare di più perché ci potremmo dovere uniformare ai prezzi di due territori dove nelle aziende di gestione del servizio idrico c’è il privato.

Quella di un ATI unico può essere una scelta di razionalizzazione anche molto positiva, ma va fatta precedere da un percorso politico chiaro: ripubblicizzare interamente le aziende di gestione del servizio idrico di Perugia e Terni, ricondurle in un contesto in cui l’acqua non viene gestita con logiche di mercato.A quel punto si potrebbe iniziare a parlare addirittura di una azienda unica per la gestione pubblica dell’acqua in Umbria.


5.      Entro il 31 dicembre 2011 dovrà essere approvato il Piano d’Ambito ed espletata la gara per la gestione dei rifiuti dell’ATI 3. Quale gestione e/o socio privato si auspica?


E’ necessario pensare ad un servizio che sia impostato su logiche di reale e coraggiosa sensibilità ambientalista.

Quello dei rifiuti è un tema estremamente delicato, dove rischiano di entrare in gioco interessi di varia natura. Il ruolo del pubblico, a difesa delle esigenze dei cittadini, anche in questo caso è determinate.

Rispetto dell’ambiente, no secco ad ipotesi di inceneritori e avvio di un percorso virtuoso verso la raccolta differenziata spinta e verso l’abbattimento progressivo dei costi di smaltimento.

Va evitato, in sostanza, che il tema dei rifiuti diventi un business su cui facciano affari i privati a discapito della salubrità dell’ambiente e delle tasche dei cittadini.


6.      Ci sveli qual è una cosa del Suo Comune di cui è particolarmente orgoglioso.


Sono orgoglioso del territorio, della sua bellezza, di come la storia della nostra gente si sia sviluppata in un ambiente ed in un paesaggio unici. I castelli che si ergono tra sterminati oliveti in collina, il fiume Clitunno con le sue sorgenti, il Tempietto sul Clitunno, oggi candidato per l’Italia ad essere iscritto nelle liste del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, rendono questi luoghi davvero speciali e affascinanti.



7.      Ci sveli ora invece qual è una cosa, sempre del Suo Comune, di cui non va orgoglioso.


Considerata la vastità della zona del Comune del Campello sul Clitunno, sarebbe auspicabile una maggiore coesione tra le tante frazioni del territorio che costituiscono una grande ricchezza ma che molto spesso agiscono in maniera disgiunta. Già da tempo, siamo attivi nelle collaborazioni tra le varie pro loco di Campello, di Pettino e di La Spina, possiamo già ammirare i buoni risultati ottenuti. In futuro verrei più comunicazione tra queste realtà, puntando alla partecipazione.


8.      Cosa manca alla Sua città?


Il nostro territorio possiede tante risorse dal punto di vista naturalistico ambientale e culturale: I castelli, il Clitunno e le sue stupende Fonti, il Tempietto, un vasto territorio montano particolarmente accogliente, prodotti tipici di altissima qualità come il tartufo e l’olio extravergine d’oliva.

Per questo motivo, Campello sul Clitunno è un territorio straordinario, che offre una varietà unica di opportunità dal punto di vista del turismo. È infatti una città d’arte che offre grandi opportunità.

Ma questa potenzialità deve essere sfruttata ancora meglio, attraverso alcune misure che incentivino la promozione del territorio su scala nazionale e internazionale. Occorre promuovere investimenti per nuove infrastrutture e per la promozione delle attività legate al benessere e alla qualità della vita, al turismo sostenibile e ai servizi per il tempo libero.


9.      Che desiderio ha per la Sua città?


Desidererei che Campello possa svilupparsi di più sul versante del turismo. Vorrei che ci fosse un’attenzione maggiore da parte di tutte le Istituzioni alla realizzazione di investimenti che favoriscano una salto in avanti su questo versante. Vorrei uno sforzo in più in questa direzione per agevolare e promuovere anche nuovo slancio sul versante occupazionale.


10.  Invii un messaggio ai Suoi cittadini.


In questo momento storico di particolare difficoltà e crisi economica nazionale ed internazionale, è necessario l’impegno e la collaborazione tra le Istituzioni e da parte i cittadini per portare avanti un disegno comune per lo sviluppo del territorio. Credo sia importante, in primo luogo, lavorare per superare ogni forma di disgregazione sociale e di divisione che rischia di indebolire gli ingranaggi di un lavoro complesso e difficile.